Aprile 2012 (Antonella)

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Aprile 2012

Cari Abitanti del Pianeta Donna,

approfittate di questo mesto tempo per vedere, per esempio al centralissimo Farnese,  la pellicola argentina Cosa piove dal cielo? Il cui titolo originale è Un cuento chino, cioè Un racconto cinese, film che ha ammaliato critica  e spettatori allo scorso Festival di Roma, tanto da ottenere sia  il Marc’Aurelio, come miglior film, sia il premio del pubblico.

 La vicenda, come viene spiegato nei titoli di coda, prende spunto da un fatto reale: membri delle forze armate russe rubarono delle mucche e le caricarono sul proprio aereo, ma durante il viaggio le vacche si imbizzarrirono cosicché l'equipaggio fu costretto a lasciarle cadere nel vuoto. Imprevedibilmente una delle mucche colpì in pieno un peschereccio giapponese, affondandolo.

Roberto, il protagonista dalle mille espressioni, è il grande attore argentino Ricardo Darín, che alcuni ricorderanno per la calda interpretazione de Il Segreto dei suoi occhi, Oscar come miglior film straniero nel 2009. Il regista Sebastián Borensztein racconta la storia di questo misogino, isolato dal mondo, che vive metodicamente contando i chiodi nelle scatole del suo negozio di ferramenta - e bofonchia pure se non sono quanti previsto -, in maniera allegra, scanzonata e surreale. Il film che si segue ridendo di gusto, ci fa meditare sulle tante manie e abitudini che ci perseguitano e sulla inconsapevolezza con cui trattiamo gli altri.

La morte improvvisa dei genitori e la partecipazione alla guerra delle Falkland  hanno reso il protagonista burbero e introverso, tanto da trattare male perfino i suoi stessi clienti, le uniche persone, peraltro, con cui possa dialogare; ha un unico interesse, quello di collezionare ritagli di giornale di fatti curiosi.

Un incontro fortuito con uno spaesato cinese, caduto da un taxi quasi come le succitate mucche, sconvolgerà la vita senza sorprese di Roberto e lo farà riflettere su ciò che conta realmente. Una lezione di tolleranza narrata con delicatezza in 93 minuti di buon cinema. Le mucche volano per ricordarci che siamo vivi, dunque, e allora approfittatene per fare le pulizie di primavera e rinnovare pensieri e gesti.

                                                                                                             Un carissimo saluto

                                                                                                              Antonella Circella