Novembre 2010 (Antonella)

Novembre 2010

 

Cari Abitanti del Pianeta Donna,

 

voglio fare prima di tutto un po’ di chiarezza sulla Giuria Internazionale del Festival di Roma, ormai non più popolare.

 Dal 2008, infatti, ogni Giuria è composta da personalità della cultura e,  in particolare, quest’anno, quella della Sezione Ufficiale del Concorso era composta dal Presidente Sergio Castellitto, che non ha bisogno di presentazioni, dalla giornalista Natalia Aspesi, idem, e da Ulu Grosbar, regista teatrale e cinematografico belga (ha diretto diversi lungometraggi che hanno avuto successo anche in Italia, cito come esempio Vigilato speciale del 1978), ancora da Patrik McGrath, scrittore inglese di svariati romanzi tra i quali il bestseller Follia, e da Edgar Reitz, regista e autore, la cui Trilogia, Heimat, ha fama mondiale e per finire da Olga Sviblova, psicologa, autrice di premiati documentari, fondatrice del Museo delle Arti Multimediali a Mosca e responsabile del Padiglione russo della Biennale di Venezia.

Fa eccezione la, anzi, le Giurie della Sezione “Alice nella città”, una composta dai ragazzi sotto i 12 anni e l’altra dai ragazzi sopra i 12, che hanno votato gli interessanti quattordici film in concorso.

 Eccone una breve panoramica fra quelli che, si auspica, saranno presto in sala.

Il vincitore della sezione “Alice nella città”per la categoria sopra i 12 anni è ADEM, che si spera mantenga il titolo originale tradotto in italiano e cioè il molto significativo, per le vicende che vi si narrano, OSSIGENO . L’ossigeno è ciò che manca, in senso metaforico, al  bravissimo e giovane protagonista (Stef Aerts ) in famiglia e nella vita relazionale ma anche  nella realtà come malato di fibrosi cistica, cioè una malattia genetica che  giorno dopo giorno distrugge i suoi polmoni. Vi vengono indagate le dinamiche relazionali instaurate nel microcosmo dell'ospedale e la solitudine del  giovane Tom. Analizzando una situazione estrema, il regista belga Hans Van Nuffel - nato nel 1981 – scava nei contrasti e nelle sofferenze adolescenziali con tocco sapiente e immagini mai banali.

La sezione Alice ha riservato delle gradite sorprese: da segnalare almeno altri due film tra quelli visti: L’estate di Martino di Massimo Natale, regista proveniente da esperienze teatrali, al suo primo riuscitissimo lungometraggio, in uscita venerdì 19 novembre. E’ un’ idea molto sensibile ricordare con una delicata favola i due drammi dell’estate del 1980: il disastro di Ustica e la strage alla stazione di Bologna. In realtà il film narra l’amicizia tra un militare americano (il famoso  Treat Williams di C’era una volta in America) e Martino, adolescente pugliese alle sue prime esperienze da adulto. Il militare gli insegnerà, oltre al surf, a relazionarsi con gli altri ed entrambi diventeranno più consapevoli delle loro azioni. L’originale sceneggiatura di Giorgio Fabbri aveva già vinto il Premio Franco Solinas nel 2007.

Herois altra emozionante pellicola dello spagnolo Pau Freixas che si segue con piacere anche grazie alla simpatia degli eroi protagonisti, una banda di ragazzi dalle molte sfaccettature. A riprova della validità del film va detto che aveva già ricevuto il premio del pubblico al Festival di Malaga.

Quarto film della sezione Alice che consiglio anche ai genitori è Quartier Lointain di Sam Garbarski, regista dell’ormai famoso Irina Palm. Il cinquantenne Thomas, interpretato da uno degli attori visti nei film di Eric Rohmer – Pascal Greggory- è un adulto sofferente perché irrisolto dall’adolescenza; un fortuito ritorno al passato gli farà ripercorrere le scelte dei suoi genitori; potrà così affrontare più consapevolmente le proprie. Il film è l’adattamento del celebre omonimo manga (che non è altro che la parola usata dai giapponesi per indicare le storie a fumetti) di Jiro Taniguchi.

Non si può non citare infine Un sasso nello stagno, il ben fatto documentario di Felice Cappa, proiettato come Evento Speciale,  un ritratto inedito dedicato a Gianni Rodari da non perdere  per i nostalgici e ancora di più per chi non conosce questa straordinaria figura della cultura italiana.

                                                                              Ciao Antonella D’Ambrosio

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