Marzo 2011 (Antonella)

Roma 3 aprile 2011
… ma vale per marzo

 

Cari Abitanti,

Pressanti impegni mi hanno tenuta lontano da questo appuntamento.
Prendo spunto dalla visita di oggi, con argomento le donne nell’antica Roma, le vestali più precisamente, per farvi visitare la casa – museo, di una donna culturalmente importante, l’artista FRIDA KAHLO.

Ecco il link:

http://www.recorridosvirtuales.com/frida_kahlo/museo_frida_kahlo.html

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, questo il suo nome completo, è nata il 6 luglio 1907 a Coyoacán e vi è morta il 13 luglio 1954. Coyoacán è una delle 16 delegazioni (quartieri) di Città del Messico e si trova a sud della città. Il padre, di origine tedesca, come dimostra il suo cognome, vi si era trasferito da giovane in cerca di fortuna.

La casa, che potete visitare virtualmente, comodamente seduti a casa vostra – non è fantastico tutto ciò ?- si trova, quindi, in Messico e l’artista l’abitò per 30 anni, dal 1924, fino alla morte.

Per molti anni vi visse col marito, Diego Rivera, anch’egli pittore, muralista per la precisione, famoso per la tematica sociale delle sue opere, realizzate in gran parte in edifici pubblici del centro storico della capitale.

Frida ebbe una vita molto travagliata a causa della sua malformazione neonatale, dovuta alla chiusura incompleta delle vertebre: la spina bifida. A ciò si aggiunse un gravissimo incidente stradale a 17 anni, di cui rimase vittima mentre viaggiava su un autobus: oltre le numerose fratture riportate, un corrimano dell'autobus si staccò, le trafisse il fianco e uscì dalla vagina.

Tutta la sua opera artistica è segnata da queste terribili sofferenze, tanto da diventare lei stessa simbolo delle sofferenze umane, eppure la sua casa, come potete constatare, è solare e accogliente.

Numerose operazioni chirurgiche e anni di riposo a letto col busto ingessato la spinsero a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. I genitori le regalarono colori per dipingere e poi un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto per potersi ritrarre. Dopo essere riuscita a rimettersi in piedi portò i suoi autoritratti all’illustre pittore murale dell'epoca.

La sua dichiarata intenzione artistica era di ricorrere a soggetti tratti dalle civiltà native e affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana.

Rivera non solo rimase colpito dallo stile unico della ragazza, ma anche dalla sua forte personalità e, dopo averla inserita nella scena politica e culturale messicana, la sposò.

Come altre artiste coeve dalla forte personalità - si veda per esempio Tamara de Lempicka, le si attribuiscono numerosi amori come quello per il rivoluzionario russo Lev Trotsky o per il poeta André Breton o addirittura per la bellissima fotografa e militante comunista e Tina Modotti.

 

Cari saluti e a presto con nuove visioni.

 

Antonella D’Ambrosio

 

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