Maggio 2012 (Antonella)

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Maggio 2012

Gentili Abitanti,

oggi vi parlerò di un film che va visto con attenzione per apprezzarne in pieno il contenuto: Sister della regista Ursula Meier.

Il piccolo Simon non ha una famiglia normale, anzi non ha proprio affetti;  si è costruito una vita nella quale è il manager di sé stesso: ruba gli sci agli sciatori.

 

Sente di essere padrone della sua vita e di poter raggiungere le alte vette dei ricchi sciatori, mediante una perfetta costruzione di travestimenti, gesti veloci e precisi e sincronie di tempi che gli servono per portare a termine i furti.

Ursula Meier,  cresciuta ai piedi del Massiccio del Giura in Svizzera, racconta di avere un ricordo d’infanzia che ha influenzato il suo film: “C’era un ragazzino che se ne stava sempre per conto suo, sciava molto male eppure affrontava piste pericolose, sembrava stesse lì solo per l’ebbrezza di passare le giornate in un ambiente privilegiato. Qualcosa in lui mi intrigava e venni a sapere che era stato bandito dai ristoranti del posto perché derubava i clienti”. Il giovanissimo attore Kacey Mottet Klein ha un fisico che si adatta bene alla parte: suggerisce un carattere gentile e fragile, con la sua esilità, ma  al contempo la sua spigolosa magrezza e l’aria determinata preludono a qualcosa di estremamente duro e violento.

Louise, interpretata dall’affascinante  Léa Seydoux, consacrata da ruoli importanti in Midnight in Paris di Woody Allen e Mission: Impossible - Protocollo fantasma,  ha un che di misterioso che fa trapelare, dietro lo sguardo sfuggente, qualcosa di inquietante.

Uno strano gesto che Simon compie in casa per tapparsi le orecchie con la sigaretta e isolarsi dagli altri, può considerarsi la metafora della sua vita: usa il vizio  – quello di rubare – per  prendere le distanze da una vita senza calore umano e dalla quale si sente lasciato in disparte. Il dodicenne pensa di avere un potere sulla più grande Louise perché porta i soldi a casa: è lui, infondo, che la mantiene.

Sotto un’apparenza glaciale e asettica, come i paesaggi innevati della Svizzera dove si svolge, si nasconde un film profondo e toccante  che ben ha meritato l’Orso d’Argento Speciale al Festival di Berlino di quest’anno.

Sottrarre agli altri per sanare il vuoto è la modalità che adotta Simon per vivere,  a noi la gioia di scoprire il segreto della sua vita per non fermarci alle apparenze.

                            Carissimi saluti

                                                                Antonella