Settembre 2013 (Antonella)

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Cari tutti,

è ricominciata la stagione cinematografica: sono in sala i film italiani presentati con successo all’ultimo Festival di Venezia, come Via Castellana Bandiera, Coppa Volpi alla magnifica ottuagenaria Elena Cotta come migliore attrice, è l’esordio cinematografico della bravissima autrice teatrale Emma Dante, tratto dal suo romanzo omonimo, pubblicato nel 2008 da Rizzoli;  interpretato anche dall’autrice stessa e da Alba Rohrwacher, narra di una farsa finita in tragedia che ben rispecchia le sorti dell’Italia.

Evidentemente forgiato per assonanza con sacro graal, l’indovinato titolo del Leone d’oro Sacro GRA contiene l’acronimo del Grande Raccordo Anulare; per la prima volta un documentario italiano è stato selezionato alla Mostra del Cinema e ora dimostra la sua forza anche ai botteghini.

 

Campioni di varia umanità – intesi come esponenti ma anche come eroi di adattamento, caparbietà, pazienza, tolleranza – scorrono sotto i nostri occhi che saranno incuriositi, divertiti, ammaliati se ci lasceremo andare al ritmo circolare di questo “anello di Saturno”.

Vediamo alcuni personaggi incorniciati dalla finestra, che si muovono, come i quadri di Harry Potter, nello stretto spazio loro assegnato e ci resta il desiderio di scoprire, come facevamo da bambini smontando il giocattolo, cosa ci sia oltre quella angusta stanza della casa loro assegnata e soprattutto quale sia il panorama di cui favoleggiano.

Un altro importante documentario, di Ken Loach, THE SPIRIT OF '45 è in sala. Il ben noto regista inglese, usando filmati d'archivio della Gran Bretagna, registrazioni sonore e vivaci interviste attuali,  crea una narrazione politica e sociale che dagli anni successivi alla Seconda guerra mondiale arriva ai nostri giorni e sembra rispecchiare la nostra presente situazione economica. Dal tempo post bellico in cui le parole d'ordine erano comunità e condivisione, all’attualità in cui, siccome non ce ne sarebbe per tutti, si concentrano le ricchezze nelle mani di pochi privi di scrupoli.

Sta riscuotendo un buon successo di critica e di pubblico Rush di Ron Howard, il film sul pilota più volte campione del mondo Niki Lauda  – interpretato da Daniel Brühl famoso grazie al ruolo di Richie, il miglior amico di Fonzie, nella celebre serie televisiva Happy Days (1974-1980)-  e la sua rivalità coll’inglese James Hunt (Chris Hemsworth che  ricordiamo nel ruolo di Thor, dio del tuono, nei film Thor e The Avengers).

Lauda ha così commentato:  “Io, personalmente, mai visto qualcosa di così reale sul nostro sport”. In questa frase c’è sintetizzata la genialità del film che bracca i piloti dall’esterno, nel circuito, e dall’interno, nei pensieri intimi, facendo un quadro veristico e vivido dell’ambiente delle corse automobilistiche.

Evviva, tante nuove visioni per stupirci e lasciarci coinvolgere da un’altrui visione.

                                                                      Circella