Giugno 2014 (Antonella)

Cari Abitanti,

questa volta vi parlerò di favole belle e belle favole: felice sorpresa alla manifestazione Cannes a Roma, Pride uscirà in sala a Natale grazie alla casa di distribuzione Teodora film.

Ambientato durante la famigerata era Thatcher, il film inizia con lo sciopero dei minatori che durò tutto il 1984. Alcuni attivisti gay, capeggiati da un ragazzo in gamba, decidono, per dare risalto al loro gruppo, di fare una colletta in aiuto dei minatori. Il problema sorge quando nessuno vuole i soldi raccolti dagli omosessuali; gli attivisti  trovano, però, un paesino nel Galles disposto ad accettarli: da qui inizia uno strano, commovente, rapporto gay-minatori.

Una favola? No, è una bella storia vera raccontata in modo coinvolgente che dimostra come anche le persone meno affini possano trovare un punto di contatto.

Pride è interpretato da attori inglesi famosissimi e fra le interpreti femminili il ben noto volto di  Imelda Staunton che ritroviamo anche nella parte di una delle tre fatine sciocchine nella, questa volta davvero, fiaba della Disney Maleficent.

 

Il fantasy prende l’avvio dall’antefatto della favola di Charles Perrault  o se vogliamo del celebre cartone animato di Walt Disney, La bella addormentata nel bosco. Era sempre stata cattiva Maleficent - Malefica? No, a dispetto del suo nome, era tenera e buonissima, come ogni fata che si rispetti: sono le vicende della vita che l’hanno mutata.

E qui la nuova  favola, con una morale tutta moderna e al passo coi tempi, istruisce su come gli uomini tarpino le ali alle donne; su come sia inutile lasciarsi baciare dagli sconosciuti; su come spesso il male venga da quelli che ti vogliono più bene e via di questo passo, con una Angelina Jolie  protagonista indiscussa della pellicola e anche produttrice esecutiva. Una menzione speciale per Sam Riley ( visto in Control nel 2007) nei panni dell’utilissimo corvo Fosco, lui sì da tener presente qualora si avessero  figlie da marito.

Alla regia di Maleficent c'è lo statunitense Robert Stromberg, debuttante alla regia, ma da Oscar come supervisore agli effetti speciali e scenografo di Avatar e Alice in Wonderland.

Tornando ad un film presentato a Cannes, il regista mauritano Abderrahmane Sissako in Timbuktu,  racconta come si svolge la vita in un villaggio sahariano nelle mani di un gruppo di fondamentalisti islamici che sparge il terrore con ogni tipo di divieto. Le vicende sono narrate, senza dimenticare la profondità del tema, in maniera ironica e a volte perfino surreale.

Esempio per tutti una struggente partita di calcio …. senza il pallone, sequestrato dai  fondamentalisti; oppure il pastorello che nel desiderio di salvare il suo padrone conta fino a quaranta le sole otto vacche che si moltiplicano davanti ai nostri occhi.

Il tutto con una fotografia da ricordare e confacenti musiche originali di Amine Bouhafa, utilizzate  in modo originale che, pur con una scena semplicissima, fanno scaturire il grottesco dalle situazioni in sé.

Cari saluti

                                                                                            Antonella D’Ambrosio

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