Agosto 2014 (Antonella)

Cari Amici del Pianeta,

 un suggerimento di lettura per l’estate: la benemerita casa editrice Sellerio ha appena pubblicato il secondo romanzo- giallo di Claudio Coletta Amstel blues , ambientato nella serena Amsterdam. L’autore, che è stato membro nel 2007 della giuria internazionale del Roma Film Festival, prende spunto da La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, con il protagonista - scrittore di successo in crisi- che, in cerca di un incipit per scrivere, sbircia nella finestra del palazzo di fronte.

Il libro ha almeno quattro livelli di lettura: la storia dello scrittore Sandro Lucchesi che ha perso l’inventiva; le spy story intercalate, che sono ciò che il personaggio principale scrive; il giallo che si dipana suo malgrado; la vena intima che percorre tutto il romanzo.

 

Il gioco di specchi si palesa per tutto il libro ed è piacevole seguirlo e scoprirlo: il Coletta è un intimista e dunque gli riescono meglio le pagine dove segue con introspezione le problematiche intime dello scrittore – alter ego, ma queste prendono consistenza quando ha avviato la trama gialla, quindi sembra che per fare autoanalisi l’autore abbia bisogno di essere incalzato e pungolato: vi dice niente questo specchio?

I lettori del precedente romanzo, con il quale questo ha in comune l’indagare una crisi di vita e la vena malinconica, troveranno una piacevole sorpresa: si vede che anche lo scrittore si innamora dei personaggi usciti dalla propria penna ! Del resto anche le figure secondarie sono ben delineate, come  Aldo, l’italiano dal risvolto non troppo limpido o l’affettuosa padrona di casa Gisele. Per il commissario Boonen, novello ispettore Clouseau, l’autore ha inventato uno slang davvero molto divertente  e al contempo verosimile per uno straniero che abbia un’infarinatura d’italiano.

Il finale, apertissimo, spinge a riavvolgere la pellicola per il piacere di gustarsi nuovamente la storia alla moviola. Il Lucchesi stesso scrive (a pag. 101): Il finale lo volevo astruso e scoppiettante, verosimile, ma talmente paradossale da far saltare in aria le supposizioni già fatte e tradire tutte le aspettative, prima del ghigno finale di commiato. Semplice a dirsi, difficilissimo da realizzare.

Claudio Coletta ci è riuscito.

Ricordiamo che il primo libro, Viale del Policlinico, prende l’avvio dalla vita studentesca dell’autore stesso, trattando di Lorenzo, studente di Medicina a Roma, in crisi d’ identità, ed è ambientato negli anni delle tensioni sociali del post-sessantotto; si legge come un variopinto quadro d’ambiente che spazia dal contesto dei baroni universitari a quello degli studenti in rivolta, in preda a dibattiti da Collettivo. Il giallo ha un attacco d’effetto e trovate ingegnose con l’assassino che semina indizi con rimandi ad opere letterarie.

                                                        Buone vacanze a tutti e specchiamoci nei

                                                                                   Circella

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