Ottobre 2015 (Antonella)

Cari abitanti del Pianeta,

torno a voi per fare alcune considerazioni sui film presentati al Festival di Venezia che spero vogliate vedere.

Desde allá, vincitore del Leone d’oro, racconta la storia di un cinquantenne che adesca ragazzi di strada per farli spogliare davanti a lui, argomento non facile e premio contestato da molti. Il regista venezuelano Lorenzo Vigas crea atmosfere deprimenti per farci meditare come gli errori dei padri ricadano sui figli e come vivere senza la ricerca della bellezza crei mostri.

El Clan, dell’argentino Pablo Trapero, non è da meno nel torturarci con un padre di famiglia responsabile e religioso che coinvolge i figli nei suoi delitti: credere ciecamente in verità precostituite certo non fa crescere lo spirito.

A questa “banalità del male” sembra voler trovare una soluzione l’eccezionale film di Marco Bellocchio Sangue del mio Sangue . Il Maestro con una leggerezza acquisita nel tempo riesce a incollarci allo schermo e contemporaneamente, qualità rara, a renderci consapevoli della visione; a doppio schermo, incuriositi, seguiamo la vicenda eterna del Male e del Bene. E se facessimo un passo indietro nella nostra vita ?

Vederci vivere non è malato, è necessario.

Marguerite  di Xavier Giannoli. Delizia di leggerezza, abiti e scenografie: una chicca francese di intrattenimento.  Una storia che prende le mosse da un fatto vero: la ricca ereditiera Marguerite ha la passione del canto che infligge ai suoi ospiti impossibilitati a rifiutarsi in quanto da lei beneficiati con ricche elargizioni: siamo capaci di vederci o immaginiamo di essere quel che non siamo?

L’Attesa, l’elegante primo lungometraggio del già maturo Piero Messina, con le straordinariamente brave Juliette Binoche e Lou de Laâge, trae lo spunto dalla novella di Luigi Pirandello  La camera in attesa, più che dal dramma La vita che ti diedi.

Un film sul lutto, l’incapacità di accettare la scomparsa dell’amato, ma anche sulla capacità di specchiarsi nell’altro, di accettare i suoi tempi; una mistificazione che non è ipocrisia, ma crescita conquistata.

Equals  di Drake Doremus. Un fantascientifico Giulietta e Romeo tutto basato sulle atmosfere create grazie anche alla coinvolgente colonna sonora; molte scelte interessanti di ambienti futuribili. Nel futuro saremo tutti uguali, non proveremo più sentimenti né avremo istinti sessuali: l’umanità nei film di fantascienza – solo ? – si omologa sempre di più.

Rimbocchiamoci le maniche, Cari Tutti, il coraggio di vivere ci aspetta.

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